Un Portofino diverso…
Di foglie e non di …vele…
E’ vero che Portofino è un sogno quali irragiungibile? Lo pensano in molti, durante l’estate, quando
tentano invano di raggiungere in auto (ai camper e roulotte è interdetto) il parcheggio all’inizio del paese con i motori surriscaldati, i freni
incandescenti, la frizione bruciata dall’infernale tragitto a passo d’uomo, sotto il sole implacabile. Per tutti, allora il miraggio di Portofino si
trasforma in un incubo. L’errore che si commette è di voler andare in quest’angolo privilegiato, nella stagione sbagliata, quando la piazzetta, i
moli, i vicoli, le trattorie, sono ingorgati dal turismo di massa.
E con quale obiettivo poi? Per vedere “il campo di battaglia” della mondanità internazionale con le sue barche miliardarie? Per
partire in barca, se il mare è piatto, per arrivare alle trattorie e al Monastero di S. Fruttuoso di Capodimonte?
Certo per tutto questo, ma anche – visto che oltretutto in questo modo si riuscirebbe ad evitare la ressa – per accorgersi che il
meglio di Portofino non è quello delle mondanità, delle boutique, dei tavolini all’aperto dei caffè, del porticciolo fitto d’alberi di barche, ma, quello che
richiede una maggiore partecipazione fisica, amore per la natura e dei paesaggi, desiderio di solitudine, di profumi dimenticati.
Il meglio di Portofino insomma, è sul promontorio che sorge dalla costa, esattamente allineato all’arco Ligure di Levante. Dal punto
di vista geologico è costituito da materiale piuttosto resistente, quindi diverso da quello del litorale, formato in gran parte da calcare.
La cima più alta è posta poco sopra ai 600 m., alla base di questo promontorio si trovano quattro centri di notevole consistenza: S.
Margherita Ligure e Portofino sulla costa orientale, S. Fruttuoso su quella meridionale e Camogli sul lato occidentale. Il resto è scogliera affacciata sul
mare aperto: una scogliera stupenda, inaccessibile e deserta.
C’è da stupirsi che un angolo così incantevole della Liguria sia rimasto quasi inalterato e non abbia subito invece, la sorte
miserevole del resto della Liguria che ha permesso la nascita di un paravento di cemento tra la spiaggia e l’entroterra: si legge sui manifesti turistici
“ La Liguria è un arcobaleno”….lo è solo perché ai condomini è stato dato un colore!
L’aspetto più straordinario dell’ambiente del promontorio è una netta suddivisione tra il versante meridionale e settentrionale. Basta
attraversare il Passo delle Pietre Strette per lasciare un ambiente continentale e trovarsi in un mondo tutto mediterraneo. Si passa così, quasi da
un metro all’altro, da una vegetazione di tipo freddo, con carpini, castagni e faggi, ad una diametralmente opposta, tutta macchia, pini d’Aleppo e marittimi.
Le Pietre Strette sono una vera e propria cerniera naturale tra i due ambienti: un paesaggio nordico, color verde cupo, rallegrato
appena dal blu delle genziane e dalle macchie violacee dei crochi, dall’altra le bacche rosse dei corbezzoli, l’oro delle ginestre, il verde limpido dei pini
marittimi, il profumo penetrante del ginepro, e, portato dal vento, il fiato tiepido e salmastro del mare, che appare bellissimo in fondo alla scogliera.
Non si possono immaginare paesaggi più belli, così facili da raggiungere e tanto ignorati da chi dice di amare la natura!
Le vie d’accesso sono semplici: chi non teme i sentieri ripidi potrebbe partire da Camogli seguendo la mulattiera che sale fino alla
Chiesetta di S. Rocco e, puntando verso il Molino del Moro, raggiungere la Punta Chiappa – una gita indimenticabile –
Immagino però che a molti sia disagevole la salita e…trovato il rimedio!
A S. Rocco si può accedere anche con il proprio mezzo con una strada asfaltata che parte dalla stessa Camogli o, direttamente da Ruta,
sulla SS 1 o perfino dall’autostrada uscendo al casello di Rapallo e voltando subito a destra, in direzione opposta a quella che conduce in città.
Da S. Rocco poi, si possono percorrere i sentieri che
seguono il crinale fino a Portofino Vetta o alla Madonna di Nozarego. Da Ruta si può salire a Portofino Vetta con la strada del “Parco” che sale in 2 km. Di
tornanti fino alla cappellina dedicata ai Caduti che si affaccia sul promontorio, dalla parte del Golfo Paradiso. Parcheggiate vicino all’albergo ed
esplorate a piedi i versanti freddo e caldo, magari variando dall’uno all’altro per ammirare gli aspetti più insoliti.
Ne vale la pena, in nessun’altra parte della Liguria convivono come qui, a distanza di pochi metri, due vegetazioni tanto opposte e diverse.
CAMOGLI: è una delle più pittoresche cittadine della
Liguria di Levante. Le sue case, altissime, si affacciano come una solenne
balconata sul piccolo golfo e sul porticciolo, tutte raccolte ad arco sulla
baia, percorse da stradine simili ai “carruggi” di Genova e da un lungo
“budello” pieno di negozi. Il cuore di Camogli è il porticciolo, con la
piazzetta dove, la seconda domenica di maggio, ha luogo la famosa Sagra del
Pesce con la grande frittura in una colossale padella.
In qualunque momento voi andiate però non potrete fare a
meno di gustare, oltre il pesce, i vari piatti liguri, dalla torta pasqualina,
troffie e trenette al pesto e i pansoti, annaffiate con un ottimo Bianco di
Camogli o con il Portofino rosato e…per un souvenir? Preziosi macramè
artigianali!
Come mai so queste cose? Ormai non è più un segreto….
Nata sì a Bologna, ma…il Papa’ è LIGURE!!