Libia 2003

Itinerario Bologna-Genova-Tunisi-Sousse-Sfax-Gabes (tunisia) frontiera libica Ras Ajdir-Tiji-Nalut-Ghadames-Al GawaT-Brak-Ghat-Sabha-Germa-Ubary-Al Awajnat-deserto dell’Akakus (ritorno a Germa)-Tekerbiba-Laghi Ubari (nel deserto)-Sirte-Medinat Sultan-Bengazi-Tolemaide-Qasr Lybia-Apollonia-Cirene-L’Atruni-Tobruk-Ajdabya, si ritorna a Braygah-Sirte-Leptis Magna-Tripoli-Sabrata-Sfax-Gabes-Medeline-Sousse-Tunisi
Km.percorsi 7.624
Costo comprensivo
di tutto
traghetto-visti-agenzia-fuori strada-targhe e assicurazione libiche -interprete al seguito –poliziotto (imposto dal governo libico)- souvenir-pranzi e cene – parcheggi e campeggi – spesa quotidiana – telefonate – carburante - ecc.ecc. circa 2300 € a equipqaggio.
Valuta dinaro tunisino =  € 0,73 (£. 1.413)
Dinaro libico = € 0,68 (£. 1317)
Tunisia costo
carburante
€ 0,34 (circa £.640)
Libia costo
carburante
€ 0,07 (circa £. 150)

Premetto che abitualmente viaggiamo soli o, al massimo, con un altro equipaggio.
Una coppia di amici di Parma con i quali abbiamo raggiunto un affiatamento invidiabile, condividendo gli stessi ritmi e gli stessi interessi, curiosità culturali e…gastronomiche, nonché un certo “gusto” per l’avventura.

Da tempo eravamo “allettati” dall’idea di un viaggio in Libia, paese ancora abbastanza chiuso al turismo e quindi, quando ne n’è presentata l’occasione, l’abbiamo colta al volo.
Inizialmente alcune perplessità ad aderire ad un viaggio comprendente una quindicina di mezzi… gente a noi sconosciuta… ma l’amico Giovanni Ongaro, ci ha saputo coinvolgere nel giusto modo. Alcune riunioni preliminari, incontri con gli altri partecipanti, illustrazione del viaggio nei minimi dettagli, una simpatica cena e voilà, siamo pronti per partire!

27/12/2002
Punto d’incontro alla stazione di servizio di Recco (autostrada), poi tutti in fila per l’imbarco a Genova.
Espletate le dovute formalità, telefonato a casa e… solo allora mi rendo veramente conto che sto iniziando un’altra avventura!
Ore 21:20 si salpa. Compagnia Grimaldi Minoa (nave bellissima, cabina confortevole, cena ottima)

28/12/2002
Dopo una salutare dormita, ci ritroviamo tutti nel salone centrale (siamo 13 camper – 27 persone) – Facciamo meglio conoscenza uni con gli altri, giochiamo a carte, si chiacchiera e alle ore 17:00 attracchiamo. Timbri,verifiche,altri controlli, altri timbri e finalmente alle 19.00 siamo liberi.
Cambiamo 100 €, facciamo il pieno di sigarette e di gasolio (una pacchia!)
Ci spostiamo poco fuori del porto di Tunisi in un ampio parcheggio, sosta per la notte.
E si comincia con i primi panettoni!

29/12/2002
Ore 7:00 tutti pronti….direzione Sousse (autostrada) Questa notte è piovuto ad intermittenza, ma ora il cielo è limpido e la ns. eccitazione brilla come il sole.
Breve deviazione per visitare l’enorme anfiteatro di El Jem (bellissimo), poi di nuovo in strada direzione Sfax e Gabes. Lasciamo l’autostrada e percorriamo una lunghissima striscia d’asfalto diritta come un fuso… al lati, sabbia,sabbia e ancora sabbia.
A Ben Guerdane sosta nel parcheggio di una scuola e poi… tutti in trattoria.
Trattoria? Bhè, non siamo schizzinosi, abbiamo fame, il cus cus è buono, la birra analcolica è tiepida, le patatine fritte sono un po’ moscie, ma a noi che ce frega?
L’allegria, genuina e spontanea ,sopperisce anche alla scarsa pulizia.

30/12/2002
Ore 7.00 partenza. Arriviamo quasi alla frontiera libica di Ras Ajdir. Smontiamo i C.B. (è vietato averli a bordo) e ci mettiamo diligentemente in fila per espletare tutte le pratiche.
Francesca (moglie del capo Giovanni) recupera tutti i passaporti e ci consegna altri fogli da compilare per il rilascio delle targhe che, successivamente, i maschietti (attrezzatissimi) li aggangiano davanti alle ns. targhe originali. Noi femminucce invece andiamo a cambiare il vil dinero.
Nel frattempo compaiono  il ns. interprete Agi ed il ns. poliziotto Sadun. Staranno con noi per tutta la durata del viaggio, ospitati a turno, durante gli spostamenti, mentre per la notte saranno autonomi.
Messo avanti l’orologio di un’ora e… meraviglia delle meraviglie, in poco più di due ore siamo di nuovo in strada.

Siamo ufficialmente in Libia!

Il paesaggio che stiamo percorrendo cambia colore ogni chilometro, ora sabbioso, ora sassoso, punteggiato a volte da ampi palmeti e da gigantografie del Colonnello Gheddafi (non esistono in tutta la Libia cartelli pubblicitari).
Abbiamo ovviamente reinstallato il C.B. ed è tutto un susseguirsi di commenti: guarda i cammelli! Guarda quella duna! Guarda quei bambini! Tutti fermi: distributore, si fa il pieno!
Bhè, noi abbiamo chiesto e ottenuto di fare “la scopa” quindi siamo il n. 13 e……per noi, questa volta il gasolio è finito. Meno male che abbiamo un serbatoio grande!
Proseguiamo e all’improvviso un tramonto infuocato ci lascia sbigottiti e affascinati.
Foto e riprese di rito e poi arrivati a Ghous (in montagna) in un parcheggio in mezzo ad un quasi deserto pietrificato , sosta per la notte.
E si ripete il rito dei panettoni, con l’aggiunta di un mega-vaso di Nutella!

31/12/2002
Ore 8:00 usciamo dai camper con un vento gelido per visitare la città. Quasi disabitata a quest’ora antelucana per gli arabi, poi visitiamo anche il qasr (antico granaio) E’ bellissimo, ed il panorama dall’alto è stupendo!
- Il qasr hanno più di 700 anni e conservano un incredibile fascino medioevale. Nessuno dei depositi viene più utilizzato e la porta è sempre aperta. L’inespugnabile posizione, in cima alla collina, evidenzia come in un ambiente tanto ostile la protezione dei cereali fosse importante quasi quanto la salvaguardia dell’acqua. Le stanze, in alcuni punti, svettano per quattro o cinque piani e sono disposte in un cortile aperto.
Molte delle porte sono realizzate con tronchi di palma e la struttura è una combinazione di roccia,gesso e mattoni di fango.
Al ritorno ai camper siamo accolti da un gentilissimo signore anziano (vestito in abiti tradizionali). Ha studiato tanti anni fa l’italiano e ci porge il suo personale caloroso benvenuto, nonché una manciata di squisiti datteri.
Proseguiamo ed arriviamo a Nalut per visitare un altro qasr (più bello del precedente) e poi 300 km. di strada dritta nel deserto con nemmeno un alberello, però con un panorama a dir poco incredibile… qualche sparuta oasi e poi Ghadames.
- l’origine del nome Ghadames deriva da una leggenda:un’antica carovana di viaggiatori e di mercanti della tribù Nemrod decise un giorno di fare tappa in una minuscola oasi per riposare durante la massacrante traversata del deserto. Quando il giorno dopo si rimisero in viaggio, si accorsero di aver lasciato una pentola,così mandarono uno degli uomini a recuperarla.
Proprio mentre questi stava lasciando l’oasi per raggiungere il resto della carovana, il suo cavallo pestò il terreno con gli zoccoli e in superficie affiorò dell’acqua fresca. Quindi la carovana ribattezzò il luogo ghad (che significa pranzo) e ames (che significa ieri) per formare il nome Ghadames Quindi: pranzo di ieri -
Il distributore è sprovvisto di gasolio, si spera forse domani, ora però prendiamo possesso del Campeggio. Ovviamente vuoto, e ovviamente noi lo riempiamo sia con i ns. mezzi, sia con la ns. allegria.
Fatte le pulizie al camper, fatta la doccia, siamo pronti per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno nel salone messoci a disposizione.
Tavole imbandite, ogni ben di Dio (pardon,di Allah). Nonostante fosse stato imposto il divieto di portare vino e carne di maiale…… bhè, quasi nessuno ha preso sul serio questa imposizione!
Dopo il brindisi, qualcuno ha provveduto anche ai fuochi artificiali!
E poi dicono che i camperisti……(geniali, imprevedibili,stupenda razza,davvero!)

01/01/2003
Dopo i bagordi, ci alziamo verso le 10,00 e ci apprestiamo a visitare la città con il suo bel Museo. Il sole è alto - 25 gradi- si sta benissimo!
La cittadina è abbastanza nuova, una bella Moschea e un fornitissimo mercato dove facciamo acquisti mangerecci e alcuni comprano souvenir… personalmente non trovo nulla di mio gradimento, ma la strada da percorrere è ancora lunga… sono sicura che troverò il modo di spendere i miei soldini!
Rientrati al Camping, si mangia fuori e poi, alle 14:00 arriva la ns. guida per accompagnarci alla visita della Medina. La città vecchia è in fase di recupero, dedali e dedali di stradine coperte, piazzette e giardini, l’antico mercato degli schiavi, alcune stanze ancora decorate e impreziosite da tappeti, ninnoli, specchi e oggetti antichi.
Sui tetti ammiriamo uno spettacolo indimenticabile…..la ns. guida, uno splendido uomo alto di una certa età, si lascia fotografare e con la squisita gentilezza delle persone libiche, sorride a tutte le ns. domande e ci istruisce sugli usi e costumi della sua gente.
Rientriamo al Camping… facciamo un’escursione con dei fuori strada a Ras al Ghoul per visitare un antico castello? Certo che sì… una ventina di chilometri su una strada praticamente impossibile e arriviamo.
Su di un solitario spuntone di roccia si eleva il castello anche detto “Montagna dei fantasmi”. Questa fortezza risale all’epoca precedente all’arrivo dell’Islam. In origine era costituito da tre muri concentrici e la struttura è ancora visibile, ma per il resto….un po’ deludente. Abbiamo comunque riempito il pomeriggio e al ritorno, deciso: abbiamo adocchiato un locale (pulito ed invitante), noi 4 (io,mio marito,Luigi e Lucia) ci concediamo il lusso di una cena a base di piatti locali.
Il cammello……oddio quant’è buono!
Nel frattempo il ns. Capo (Giovanni) ha risolto il problema del carburante… lo farà arrivare con una specie di autobotte (tramite il mercato nero).
Già, altrimenti domani come faremo a ripartire?

02/01/2003
Ore 8:30 tutti pronti ma… il gasolio ancora non arriva!
Finalmente, riusciamo a fare il pieno (e bravo Beppe, mio marito,  che, previdente, si era portato dietro anche un aspiratore elettrico per pompare carburante).
Ore 14:00, lasciamo il Camping Halwah – direzione Gayat. Chilometri e chilometri di deserto pietrificato…… il nulla più assoluto.
Troviamo, con un colpo di fortuna, un distributore per fare il pieno e poi subito vicino, un enorme spiazzo. Sosta per la notte. Un bar (????) il Desert Bar ci ospita dopo cena per l’ennesimo caffè solubile e l’ennesimo panettone. Anzi no, stasera pandoro + nutella!

03/01/2003
Ore 8:30… oggi l’interprete ed il poliziotto sono di turno nel camper di Lucia….E’ in apprensione, spera che la sua cucina sia gradita.
Percorriamo ancora chilometri nel deserto, però ora c’è anche qualche raro appezzamento verdissimo (impareremo poi che è una specie di erba coltivata per dare da mangiare alle bestie). Vediamo finalmente tanti tantissimi cammelli e dromedari, dune fantastiche e qualche sparuta cittadina.
Troviamo anche una pompa di gasolio… è guasta… si prosegue in direzione Sebha.
- vale la pena di evidenziare come sono le stazioni di servizio: pompe antiquate, incrostate di olio – in tutti i piazzali ci sono almeno 10 centimetri di nafta che si attacca alle scarpe e, nonostante nei camper tutti abbiano messo stracci,giornali e quant’altro, entrando si lasciano aloni e impronte che sembrano quadretti di un pittore naif un po’ pazzo – Comunque, a parte questa, tutte funzionano a ritmo serrato e i “benzinai” sono incurioisiti e con allegria sbirciano dentro ai ns. mezzi, prolungando l’operazione del pieno per chiederci (parlano solo arabo e noi, praticamente solo italiano) dove andiamo, se la Libia ci piace, se siamo contenti di essere lì, ecc. –
A Brak sosta pranzo in un’oasi piena di palme. Lucia ha superato indenne la prova “cucina”, anzi riferisce che i ns. accompagnatori sono molto parchi nel mangiare e che gradiscono molto la ns. pastasciutta ed il ns. caffè nero… E te lo credo!
A Sebha altra sosta per il rifornimento. A quasi tutti è venuta una specie di frenesia e psicosi da carburante… spuntano taniche su taniche che si riempiranno per scorta.
60 km. dopo, altra stazione di servizio e alcuni (sempre per la psicosi di cui sopra) gridano al CB che vogliono riempire nuovamente il serbatoio. Sic!
Bhè, a ns. avviso non era necessario, ma anche Giovanni (il capo) fa buon viso e la colonna si ferma.
Si decide, visto che ormai un tramonto infuocato preannuncia un immediato oscuramento, di fermarci in uno spiazzo in mezzo al deserto. Le ns. guide montano la loro tenda e noi facendo circolo con i camper, allestiamo un fuoco da campo, con la ricerca di arbusti e pietre e ci godiamo un cielo stellato che sembra essere lì a portata di mano e ci induce a pensare: forse è vero che c’è un Essere superiore…

04/01/2003
Ore 8:00 tutti pronti, ma, nonostante le dovute precauzioni, Corrado si insabbia. Tutti fuori a spingere e finalmente si parte. Direzione Ghat. Più ci avviciniamo al deserto vero e proprio, stranamente, più si avvicendano oasi e palmeti che, con lo sfondo di dune gigantesche perfettamente lisce da dare l’impressione che siano finte, creano giochi di colori affascinanti che cambiano ad ogni chilometro.
A Germa sostiamo per visitare le tombe dei Garamanti (popolo ormai estinto) e poi proseguiamo per Awbari superando gli ennesimi posti di blocco.

- due parole sui posti di blocco: si preannunciano quasi all’improvviso con un cartello con una mano in segno di alt – in mezzo alla strada (completamente nel nulla) una specie di casamatta, spesso con il tetto di paglia, ma con una gigantesca parabola – un dosso artificiale, spesso fatto con grossi tubi di gomma – due o tre barili vuoti che delimitano l’entrata e almeno tre o quattro poliziotti in divisa – L’importanza di avere con noi un poliziotto è stata subito evidente: solo lui scende, un laborioso scambio di convenevoli, strette di mano, pacche sulle spalle, baci sulle guance – informazioni sulle rispettive famiglie (fino alla terza generazione) – il rilascio di una fotocopia con tutti i nostri nomi tradotti in arabo- sorrisi e saluti ad ogni capo equipaggio- nessun’altra formalità se non un simpatico saluto e un arrivederci.

Arriviamo in un’oasi con palme e una specie di fontana d’acqua e ci fermiamo per il pranzo. C’è anche un recinto dove sostano alcuni dromedari con i loro piccoli,ai quali molti di noi danno da mangiare il pane un po’ raffermo del giorno prima.
Ci sono 28 gradi e si sta a meraviglia. Ripartiamo e lungo la strada vediamo anche numerosi pozzi di petrolio.
Fino ad ora l’asfalto è stato ottimo, ma gli ultimi 20 chilometri prima di arrivare a Ghat sono mostruosamente dissestati, buche e dossi che, se non si sta attenti, si rischia di sfasciare il mezzo… come Dio vuole, arriviamo al Camping Tourist Sahara (bellissimo!)

05/01/2003
Ore 9:00 puliti e freschi, andiamo a visitare la cittadina di Ghat con la sua Medina piena di folclore e interessantissima. Alcuni venditori di articoli tuareg hanno steso su stuoie la loro mercanzia… un richiamo fortissimo per noi signore e in realtà anche per alcuni signori i quali acquistano stupendi coltelli e altri oggetti in argento.

La guida che abbiamo acquistato a casa cita testualmente: è quasi offensivo “contrattare” sul prezzo con i venditori libici in quanto i loro prezzi non sono mai gonfiati ad uso del turista – Sarà anche vero ma, alla prima offerta, ne segue una seconda (sempre al ribasso), poi una terza ed infine la vendita (e ovviamente l’acquisto) si risolvono con soddisfazione da ambo le parti alla metà del prezzo iniziale!

Rientriamo tutti soddisfatti in campeggio e la sera mangiamo tutti insieme sotto ad un enorme gazebo di frasche e festeggiamo alla grande il compleanno di mio marito.
Tutti si sono premurati di portare qualche cosa, io le tartine d’antipasto ecc. ma chi ha veramente superato se stessa è stata Lucia: a casa aveva preparato la base e nel pomeriggio ha realizzato una mega torta buonissima e… bellissima.
Beppe, nonostante il suo carattere un po’ burbero, era emozionato e ha sentenziato che nessuno meglio di lui ha festeggiato 60 anni in un modo così simpatico e originale.

Nota: il suo compleanno in verità, sarebbe domani, ma saremo tutti nel deserto dell’Akakus con i fuori strada per tre giorni, quindi questa sera era l’unico modo per festeggiare.


Notte meravigliosa, calda e con uno spicchio di luna luminosa e una cornice di stelle abbaglianti e così vicine che sembra di poterle toccare.

6-7-8/01/2003
Ore 9:00 arrivano i fuoristrada con gli autisti tuaregh che ci accompagneranno nell’immenso deserto del Jabel Akakus.
Sistemiamo i ns. bagagli (tenda,sacchi a pelo,materassino ed acqua da bere). Siamo in quattro per ogni jeep+l’autista.
Il ns. si chiama Ma-ha-ma ed è il più bruttino, però è simpatico e da subito ci fa sapere che gli piace la musica… ci spara a tutto volume un canto tipico e batte il ritmo con le mani sul volante. Ogni tanto si gira verso di noi e con  un sorriso a 32 denti ci invita a battere le mani a tempo. Oibò, non avrei mai creduto….lo facciamo!
La macchina (come le altre) è piuttosto malandata e in un primo momento non ci dà nessuna garanzia, ma poi, verificheremo che è affidabilissima e la perizia del ns. autista si rivela di gran lunga superiore a quella degli altri autisti.
Entriamo da subito in un sogno. Dune di sabbia enormi dalle sfumature di colori diversi, si alternano ad un deserto di pietriccio color scuro (sembra quasi di essere su di un vulcano), rocce altissime dalle forme diverse che evocano immagini alle quali  la ns. fantasia dà corpo. Ecco una tartaruga…un elefante… un bambino… un cammello… una casa con il camino… Paesaggi di una suggestione incredibile sfrecciano davanti ai ns. occhi.
Sfrecciano è proprio la parola giusta perché i ns. autisti, pur non avendo nessuna strada tracciata, pur non avendo un particolare segnale di riferimento, vanno a tutta birra sollevando un polverone che ti entra negli occhi, nel naso e nella gola.
E allora? Anche noi finalmente comprendiamo a fondo il perché del loro turbante che gli copre quasi per intero il viso, lasciando scoperti solo gli occhi. Occhi che scrutano imperterriti un orizzonte che a noi sembra infinito.
Ogni tanto (grazie al solito Allah) decidono di fare una sosta, vuoi per sgranchire le gambe, vuoi per farci ammirare degli splendidi graffiti, vuoi per darci il tempo di fotografare panorami particolarmente belli e suggestivi, vuoi per… fare pipì.
E qui, per i maschietti, tutto va bene….si allontanano di pochi passi e provvedono.
E noi? Non c’è scampo… dobbiamo fare una camminata fino alla roccia più vicina, controllare la visuale, accucciarci e… provvedere!
La scelta del posto per la sosta  è comunque sempre molto accurata: di giorno, all’ombra di rocce gigantesche che ci consentono una delicata frescura, la sera poi, per l’allestimento del campo vicino a dune particolarmente alte che formano una piccola vallata. E’ una poesia vederli preparare la cena ed il the (sciay), perfettamente affiatati ognuno ha i suoi compiti e poi, il loro divertimento è comunque assicurato.
Guardano noi camperisti di vecchia data, non più abituati al vero campeggio, alle prese con l’installazione della tenda.
Per molti è stata la prima esperienza… tutta da ridere… i picchetti affondavano nella sabbia fine fine e quando li cercavi per sistemarli un po’ meglio… spariti!
Non è vero che la sabbia è morbida! E’ soffice sì, ma compatta come una lastra di marmo e la prima notte… gira che ti gira… è stata dura. La seconda notte invece, tutto sembrava più morbido. Già ci eravamo abituati? Nessuno però si è lamentano ed i primi che si sono svegliati, usciti dalla tenda, avevano la compagnia di una cacofonia di sonore russate a ritmi diversi!
Che dire poi dei tramonti infuocati e delle notti stellate? Dei canti intorno al fuoco? Della luna che qui sembra, anzi è, più luminosa ed in una posizione assolutamente diversa che da noi a casa?
Immagini, suoni, colori, silenzi, profumi si accavallano in un crescendo incontenibile…sembra che il cuore scoppi tanto è pieno di questa suggestiva bellezza!
Vero è tutto vero… il deserto non finirà mai di stupirti e di stupire, te lo fanno capire anche i ns. tuaregh i quali gioiscono della ns. gioia.
Alcuni parlano solo arabo, altri un discreto francese, uno anche un po’ d’inglese e ci insegnano a scoprire le tracce di alcuni animali…quella della volpe del deserto,dei topolini, dei conigli selvatici, dello scorpione, dei coyotes. In questa stagione (per fortuna) non ci sono serpenti ed i radi cespugli formano macchie di un verde sbiadito.
L’Akakus è di una bellezza e di una varietà incredibile e al ns. rientro ci lascia una nostalgia struggente. La superiamo solo perché sappiamo che fra due giorni avremo un’altra escursione che ci porterà nuovamente nel Sahara per visitare i Laghi Ubari.

09/01/2003
Ieri sera, in Campeggio, tutti abbastanza gasati, ma emotivamente distrutti, dopo aver mangiato l’ennesimo panettone, siamo crollati.
Ora si riparte per Awbari. A Tekerbiba sosta per la notte al Camping Africa Tour.
Visitiamo la cittadina, fatto spesa e……tutti hanno voglia di mangiare agnello, ma le macellerie (????) incontrate lungo la strada, stranamente, non avevano agnello…cammello sì, mucca sì, polli sì, ma agnello no.
E allora? Beppe e Luigi hanno una bella idea! Comprano direttamente un agnello da un contadino che ha capre,pecore e agnelli in un appezzamento vicino al Campeggio. Contrattano ed ecco fatto. Il pastore scuoia l’animale (per fortuna lontano dai miei occhi…e poi, l’agnello non mi piace nemmeno!) lo taglia a pezzi e ce lo consegna direttamente pronto per la cottura.
Il gestore del Campeggio ci mette a disposizione un gigantesco barbecu, la carbonella, la legna e si offre di provvedere alla cottura. Giammai! C’è chi sostiene di essere un esperto fuochista, c’è chi sostiene che la grigliata come la cuoce lui non la cuoce nessuno……morale, mentre le signore allestiscono le tavole imbandite….due o tre maschietti lavorano ed altri dieci stanno a guardare e dare consigli.
La scenetta mi ricorda tanto gli operai dell’Anas… Va da sé che l’agnello è cotto….ma proprio cotto….quasi strinato!
Che importa… dalle cambuse dei camper è già uscito tanto di quel prodotto mangereccio atto a sfamare una tribù ben più numerosa della nostra.
A pranzo finito… anche l’agnello è stato spazzato via… non ne è rimasto neppure un pezzetto da dare in pasto ai cani selvatici.
Capperi! Con quello che è stato mangiato questa sera avremmo potuto ovviare alla “fame nel mondo”!

10/01/2003
Ore 9:00 i ns. autisti ci hanno raggiunto, riprendiamo quindi i ns. fuori strada, ognuno al suo posto, e poi appena usciti dal Campeggio, ci immergiamo un’altra volta nel deserto alla volta dei Laghi Ubari.
Sono quattro, uno dei quali (quello di Mandara) quasi asciutto, ma gli altri ( Mavo-Gebraoun-Umm Al Maa) sono un vero spettacolo! Contornati da oasi verdissime, con palme gigantesche, hanno una luminosità ed un colore verde-argento che non è possibile descrivere.
In questo deserto le dune sono altissime, gli autisti fanno a gara a chi “cavalca” la duna più alta…..è un’emozione che lascia senza fiato. Le montagne russe al parco giochi, sono una inezia!
Quando vai su hai l’impressione che l’auto si debba capovolgere e quando vai giù, sembra che si debba impiantare perpendicolarmente!
Ad ogni salita è un coro di……oh,oh,oh… vaiiiii!… ed a ogni discesa….un coro di ohhh,ohhh, Sìììììì!
Facciamo diverse soste per aspettare qualcuno che si è infossato, qualcun altro che (ridete,ma è vero) ha forato, qualcuno che è rimasto “ a cavallo” di una duna altissima…
Durante il ns. tragitto incontriamo mini villaggi dove ovviamente troviamo mini mercatini in cui sono esposti i migliori oggetti d’artigianato tuaregh in finissimo argento.
Durante questa escursione, abbiamo incrociato altri fuoristrada. Evidentemente questi laghi sono una attrattiva!
All’ombra di palme enormi, sulle sponde del lago Umm Al Maa, il più spettacolare, sosta pranzo e, detto fatto, c’è chi fa il bagno! L’acqua è caldissima ad alto contenuto salino pertanto…tutti a galla!
Io provo a fare conversazione con il ns. autista e con il miracoloso linguaggio “ delle mani”, ci raccontiamo un po’ della ns. vita…..oibò abbiamo la stessa età, ma lui fa sapere che ha 8 figli e mimando con un pugno chiuso avanti e  indietro fa:-bum-bum-bum-bum-bum-bum-bum-bum, al chè ovviamente io molto più piano e con uno sguardo afflitto mimo nello stesso modo: bum-bum. Scoppia in una risata e, con una pacca sulla spalla, a suo modo, mi consola!
Abbiamo fatto ridere parte della compagnia, l’altra purtroppo, è alla ricerca della fede matrimoniale di Giovanni, il quale con un gesto troppo brusco l’ha fatta volare via in mezzo alla sabbia. Ovviamente vana la ricerca, ovviamente un grosso dispiacere, ma Francesca lo consola….”ecco risolto il problema del divorzio”. Ci si scherza un po’ su, ma siamo tutti afflitti! Pazienza, purtroppo è successo! Giovanni ha sentenziato: tornerò e la troverò!
Non vorremmo più lasciare questo posto magico ma i ns. autisti dopo un ragionevole lasso di tempo…..”andiamo andiamo” ( questa è praticamente l’unica parola che sanno d’italiano….accidenti, come hanno fatto in fretta ad imparare!)
Ma il loro istinto non sbagliava… nel ritorno, pur con un cielo terso e privo di nuvole, facciamo l’esperienza di una quasi tempesta di sabbia… all’improvviso è un altro mondo… ma nessuno di noi mostra la minima preoccupazione (beata incoscienza!), sfrecciamo sulle dune con la certezza di essere in buone mani… ed infatti, placata la tempesta, purtroppo, a sera rientriamo in Campeggio.
Non perdiamo tempo ad ammirare l’ennesimo magnifico tramonto…..abbiamo talmente tanta sabbia sulla pelle, nelle scarpe, nei jens,nei capelli, che prendiamo d’assalto le docce!
Non ci sono meno di 27-28 gradi…è una meraviglia… sopportiamo bene anche l’ennesima doccia ultra tiepida ( è una metafora… è proprio fredda!)
Poi, lavati e stirati… ceniamo tutti insieme nella sala grande del Camping. Panettoni e nutella, tra le altre mille cose mangerecce, non mancano mai!
Ohhh cielo! Anche il ns. autista si è fatto la doccia…senza tutta la bardatura è meno bruttino di quel che sembrava!

11/01/2003
Ore 8:00 usciamo dal Campeggio e nel fare manovra lungo la strada in mezzo alle palme….ci insabbiamo! Niente da fare, chiediamo aiuto al CB, ma Beppe aveva portato anche una barra di traino, (pensava per aiutare qualcun altro…e invece!) Giovanni ritorna indietro, ci aggangia e con qualche spinta, usciamo!
Direzione Sabha, dovremmo arrivare a Sirte. Dovremmo, però ad un certo punto proprio davanti a noi vola via un pezzo di non si sa che cosa.
Sembra un pannello solare, lo schiviamo per un pelo e invece poi scopriremo che si è letteralmente staccata la finestra della mansarda di Paolo ( il 12 che ci precede). Sosta per recuperare il salvabile, un laborioso lavoro di tamponamento con una tovaglia di plastica e un rivestimento di nastro adesivo in modo tale che è più sigillato adesso che in origine!
Tutti commentano il fatto, Paolo la prende in ridere e proseguiamo. Sosta ad un distributore e poi si alza il vento (praticamente una tempesta di sabbia). Il cielo è diventato di un colore grigio muffa, si vede poco o nulla ma, quando ci fermiamo per un breve pranzo troviamo anche il tempo di festeggiare il compleanno di Roberto.
Riprendiamo la ns. strada, sembra interminabile… ad un certo punto il 5 (Franco) informa: ho l’oblò centrale che si spalanca e non sta chiuso! Arisosta per un improvvisato lavoro di manutenzione e, sperando che questa giornata di jella finisca qui, si riparte.
Ma si sa, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi… al 2 (Graziano) si blocca il motorino di avviamento…..e tutti questi piccoli incidenti (tutti concentrati in un sol giorno) ci fanno sensibilmente ritardare sulla ns. tabella di marcia.
Arriviamo al posto di blocco prima di Sirte che è già quasi buio. Agi (il ns. interprete) non ha nessuna voglia di proseguire per non dormire eventualmente in tenda rischiando di sorbirsi un vento gelido notturno e… morale: complotta con le guardie del posto di blocco….potremo dormire nel piazzale (grande ed asfaltato), ma non potremo uscire dai camper se non al mattino quando ripartiremo. Lui ed il poliziotto saranno ospiti in una delle piccole casamatte delle guardie.
Giovanni è un po’ imbestialito, ma alla fine facciamo tutti buon viso….infatti a parecchi non andava molto a genio proseguire al buio e con una tempesta di sabbia!
Ci facciamo compagnia con i CB aperti fino alle 23:00, poi si dorme.

12/01/2003
Ore 7:30 si parte. E’ una splendida giornata e si decide di fare una piccola variazione al programma. Niente sosta a Sirte (ci fermeremo al ritorno) e proseguiamo direttamente per Bengasi sulla costa.
La strada è un righello interminabile, un panorama piatto ed un po’ desolato, ma finalmente ammiriamo una mandria enorme di dromedari con tantissimi piccoli che brucano l’erba scarsa. Ce ne sono anche di bianchi ed un piccolo che prende il latte ci manda tutti in visibilio.
Nel paese di Bryagah sosta per il pranzo. Siamo in uno spiazzo con tanti negozi di frutta e verdura, macellai che espongono la carne appesa ai ganci alla mercè di sabbia e mosche…c’è anche un telefono pubblico… a casa mi dicono che c’è tanta neve e sono 8-9 gradi sotto zero… qui oggi 25 gradi, non mi sembra vero!
C’è anche un girarrosto con dei polli belli grassi ed invitanti… detto fatto lo compriamo!
Ruspante era sicuramente, ma quasi un attentato al lavoro del dentista… l’unica consolazione è che non sono stata l’unica a comprarlo… bhè, mal comune…
Oggi pomeriggio è il ns. turno di avere la guida ed il poliziotto sul camper quindi, dopo 12 giorni lasciamo la ns. posizione di scopa e ci mettiamo subito dietro al Capo.
In men che non si dica arriviamo a Bengasi (patria di Sadun) il quale vuole a tutti i costi farci parcheggiare in centro ed al sicuro. Ed in effetti arriviamo diritti al parcheggio del Consolato Italiano, accolti dal Console e dalla curiosità di una intera città.

13/01/2003
Ieri sera, abbiamo gironzolato a gruppetti per le vie della città vicine ai camper, ma oggi tutto il giorno siamo a zonzo! Visitiamo anche il suk con i suoi suoni, i suoi odori, la sua sporcizia (quanta!). Qualche bel palazzo (pochi), qualche negozio ( quanti che vendono vestiti e scarpe!), un bellissimo lungomare dove in una specie di trattoria all’aperto mangiamo dell’ottimo pesce.
Ritorniamo ancora al mercato, poi ai camper… le signore decidono di fare le pulizie all’interno, i signori controllano i vari livelli dell’olio, i filtri ecc. ecc.
Non sono ancora riuscita a trovare un souvenir che mi piaccia veramente, però finalmente ho trovato le cartoline… brutte, ma ci sono. Quindi ne ho comprate a livello industriale!
Ci consultiamo: a Bengasi, a parte ciò che abbiamo già visto non c’è molto altro da vedere… ripartiamo? Ripartiamo! Direzione Tolemaide.

13/01/2003
Iera sera abbiamo parcheggiato proprio all’interno del giardino del sito, vicino al museo, ed ora, con una guida che parla un po’ di italiano visitiamo entrambi.
Il sito archeologico è molto interessante anche se siamo consapevoli che i reperti più belli li vedremo nel ritorno a Cirene e Leptis Magna, ma è una giornata bellissima e camminare non può farci che bene!
Bruno è sempre chino e raccoglie pezzetti di bracci d’anfore, fondi ed altri reperti…ne ha riempito una mezza borsa. La guida lo lascia fare d’accordo che all’uscita controllerà quanto raccolto (proprio per scrupolo, ma potrà tenere il tutto)… ed invece… Bruno vuota la borsa su un marciapiede, il guardiano getta una fuggevole occhiata e no, tutto questo rimane a Tolemaide!
Bruno incavolato nero, da bravo veneto, manda in “ mona “ tutto il globo terraqueo….In fondo ha anche un po’ di ragione… la guida avrebbe dovuto dire no subito e non lasciargli portare una borsa quasi piena di frammenti per più di due ore!
Verso le 11:30 si riparte… arriviamo percorrendo  una strada parzialmente asfaltata a Qsar Lybia. Sosta per il pranzo e visita ad un museo che contiene una serie infinita di meravigliosi mosaici. Che colori, che finezza, che maestria! Bellissimi veramente!
Arriviamo poi ad Apollonia. Questo antico sito romano è molto bello, sul mare e dall’alto vediamo anche l’antica città - porto di Cirene che visiteremo in un secondo tempo.
Ci fermiamo con i camper in un bellissimo piazzale all’interno di una specie di villaggio turistico. Ora, ovviamente è quasi deserto, ma……Beppe e Luigi, curiosi come sempre, hanno scoperto un enorme bar gestito da un egiziano il quale ha assicurato che questa sera aprirà per noi e potremo riunirci al caldo a bere caffè e the e fumare un gigantesco narghilè.
Questo bar (tutto specchi) accoglie le ns. risate, le ns. barzellette ed i ns. programmi per il giorno successivo.….a notte inoltrata l’egiziano è il più soddisfatto di tutti e ci saluta ad uno ad uno con strette di mano e pacche sulle spalle!
Anche oggi, nonostante un accenno (solo un accenno) di pioggia, è stata una bella giornata!

14/01/2003
Ore 8:00 si riparte, facciano pochi chilometri e ci fermiamo per visitare l’antica città di Cirene. E’ magnifica! Però nel bel mezzo della visita, la mia macchina fotografica decide di andare in tilt! Accidenti, mi sento quasi orfana… Il rotolino che ho in macchina è decisamente andato e nonostante lo abbia sostituito, non c’è verso di farla funzionare di nuovo! Forse la mia fedele amica di tante battaglie ha deciso che ne ha avuto abbastanza.
Sono a quota 350 foto, ma per fortuna ho l’altra macchina…anche se con la mia mi trovo molto meglio…l’altra che abbiamo è molto più professionale ma io con la mia Olympus ho fotografato (benissimo) mezzo Mondo ed ora… va bhè, mi adatterò!
Sono già le 12:oo, però spostiamo i camper e ci innoltriamo in una serie di stradelli in mezzo ad una specie di paesino… la strada non c’è, ma le buche quelle sì, tante e fonde… ma a L’Atrun ci sono resti di due bellissime chiese bizantine, assolutamente da non perdere!
Alcuni bambini incuriositi ci salutano e con molta discrezione si avvicino ai camper per curiosare. Sono bellissimi e discreti e proprio perché sono così… rimediano da tutti, cioccolatini, biscotti e quant’altro!
In questo luogo sperduto tocchiamo con mano una miseria che ancora non ci aveva sfiorato così da vicino, ma prendiamo anche atto della dignità di questo popolo.
Gli adulti, ci ringraziano con un sorriso, ma invitano i bambini a non molestarci… Poverini, siano noi che li abbiamo letteralmente circondati!
Dopo il pranzo e la visita, ci dirigiamo alla volta di Tobruk.
Parcheggiamo nell’enorme piazzale del più bel albergo di Tobruk, appena fuori la città.
E’ già buio e le strade illuminate sembrano promettere meraviglie.

15/01/2003
Spostiamo 3-4 camper e visitiamo Tobruk. Delusione massima…. porcizia e case cadenti. Una specie di Museo con reperti dell’ultima guerra molto mediocre e il Comando Operativo di Rommel con pochi reperti abbandonati… l’unica nota positiva… la bellezza delle donne!
Per il resto, zero assoluto, dalla disperazione… non cerco nemmeno una cartolina!
Ritorniamo al ns.piazzale e dopo pranzo, all’unanimità decidiamo di ripartire facendo una breve sosta per visitare un paio di Cimiteri di Guerra.
Il Mausoleo con il cimitero tedesco è impressionante nella sua sobrietà e quello del Commonwealth con le sue 2479 tombe tutte bianche mi induce a borbottare fra me e me… mai più, mai più!
Ripartiamo e la strada, con ai lati, un deserto di petrisco rossiccio e qualche rado cespuglio ci sembra non finire mai , fino a quando, l’ennesimo tramonto infuocato ci rapisce e ci induce a fermarci estasiati.
Facciamo circolo con i camper, allestiamo un fuoco al quale tutti partecipano con la raccolta di sassi e sterpaglie e dopo cena… panettoni, dolci, amari vari, caffè e la luna piena… enorme, con una alone stupendo… e migliaia di stelle che sembrano lucciole gigantesche!

16/01/2003
Ore 7:30 si va. Direzione Medinat Sultan per visitare le statue dei fratelli Fileni, poi la Grande Diga del Fiume costruito dall’uomo e poi arriveremo finalmente a Leptis Magna.
E’ un’alba stupenda, il cielo piano piano si tinge di rosa, l’azzurro diventa sempre più intenso…è un caleidoscopio di colori!
Ritorniamo quindi ad Ajdabyya e ci fermiamo per la sosta pranzo sul mare. Già ancora non ne abbiamo abbastanza di calpestare sabbia!
Proseguiamo e la visita alle statue dei fratelli Fileni a Medinat Sultan ci lascia un po’ amareggiati. Sono due statue cave di bronzo alte più di cinque metri, ma appoggiate per terra in un ambiente  molto trascurato… che peccato!
Arriviamo al paese di Bucrat Al Hsun, facciamo il pieno e vicino al distributore c’è anche un bel piazzale ed una specie di locanda dove fanno anche da mangiare.
Con 6 dinari a testa mangiamo cous cous, insalata mista, salsa rossa piccante, pollo alla griglia ed il solito the.
La sporcizia è compresa nel prezzo, come è compresa nel prezzo anche l’estrema gentilezza. Sono in quattro e tutti al ns. servizio… quando spuntano i ns. panettoni e dolci vari si ritirano discretamente e noi dobbiamo inseguirli per far loro accettare una fetta di dolce con la solita Nutella. Quando e se ritorneremo, sapremo di poter contare su dei nuovi amici!

17/01/2003
Ore 8:00 tutti in strada. Il panorama si snoda tra alte palme e rigogliosi pini….passiamo la bella città di Misurata e facciamo sosta a Zliten dove andiamo a visitare una magnifica Moschea con annessa Madrasa.
Ha cupole verdi, mosaici di innumerevoli colori, l’interno sembra un elaborato arabesco….bellissima!
Lasciamo un po’ caoticamente la città… il solito Carlo oggi è più imbranato del solito….e ci dirigiamo a Leptis Magna.
Parcheggiamo all’interno del complesso degli scavi. Francesca trova una guida che parla italiano e, dopo pranzo, ci immergiamo in un sogno.
Quattro ore a passeggio per quest’antica città, con colonne, palazzi, statue, teatri, calidarium e frigidarium, terme e… latrinas! Già si trattavano proprio bene questi romani!
Con la fantasia ( e con alcune ricostruzioni cartacee) immaginiamo come doveva essere la vita dall’ora e, confrontandola con i ns. agi attuali, scopriamo che…..in fondo non abbiamo inventato nulla di nuovo, semmai, erano loro che vivevano meglio!
Al rientro nel parcheggio, Bruno scopre di aver forato una gomma, ma questo non gli impedisce di venire al ristorante (già un VERO ristorante, spazioso e pulitissimo).
Abbiamo mangiato divinamente e festeggiato il compleanno di Dhebora. Mannaggia, 33 anni… che invidia!

18/01/2003
Ore 8,30 – Oggi visitiamo il Museo… decisamente interessante! Verso le 10,30 spostiamo i camper di circa 4 chilometri per visitare anche l’anfiteatro (grossa delusione, ne abbiamo visti di migliori!), poi proseguiamo per circa una ventina di Km.(sempre con la guida) ed arriviamo a Villa Sileen. Questa era una residenza estiva bizantina stupendamente conservata con mosaici incantevoli ed una vista sul mare che è uno spettacolo!
Dopo circa due ore ci rimettiamo in marcia….e in un quasi baleno siamo a Tripoli!
Anche in questo caso parcheggiamo in un ampio piazzale vicinissimi al centro, praticamente a pochi passi sia dal Castello che dall’ingresso del suk!
Agi (il ns. interprete) è sparito… abita a Tripoli e quindi si è fiondato da moglie e figli!

19/01/2003
Ore 9,00 incominciamo il ns. giro esplorativo. La città si presenta molto meglio delle altre: strade pulite, bei palazzi, e il suk, all’interno della Medina è ricco di negozi dove vendono tutto, ma proprio tutto!
Sembra di essere nei bazar di Istanbul, oro a profusione, spezie e un’intera strada con i battitori di rame con articoli bellissimi… e finalmente trovo il sistema di spendere i miei soldini… souvenir deliziosi, che spero piacciano anche alle mie ragazze (mia figlia e mia nuora)
Usciamo dalla Medina e ci avventuriamo nel mercato vero e proprio… frutta e verdura costano pochissimo, banane,datteri,pomodori, arance e mandarini……non manca nulla ed è tutto di prima qualità.
(ma dove la coltivano questa roba? Non abbiamo visto un orto, né un frutteto!)
Il ns. poliziotto (sempre la ns. ombra) ci spiega che dentro agli androni delle case, c’è sempre un giardino… coltivano fiori e anche frutta e verdura.
Siamo affascinati da questo brulichio di gente, da questi suoni, odori e colori…..decidiamo di ritornare ai camper per il pranzo e nel pomeriggio di proseguire la ns. visita.
Come una calamita…il suk così pieno di vita ci attira nuovamente… nuovi acquisti, nuove sensazioni… Piazza Verde (la più grande di Tripoli) si anima verso sera e riempendosi di luce ci incanta. Tripoli è una grande città e molto popolata e di conseguenza c’è anche molto traffico d’automobili… troviamo qui i primi semafori di tutta la Libia!
Gironzolando nei vari quartieri ci imbattiamo in un negozio che vende quadri……..che meraviglia! Entriamo per curiosare e all’improvviso io e Giovanna ci innamoriamo!
Non del padrone del negozio (anche se giovane e bello) ma di alcuni quadri che rappresentano immagini del deserto e di tuaregh sui cammelli.
Ormai siamo stanche, però iniziamo una contrattazione… poco sconto… decidiamo di ritornare domani.

20/01/2003
Ore 9:00 in previsione di ulteriori spese, andiamo per prima cosa in banca poi, gironzoliamo ancora per la città…..quasi quasi mi sembra di essere a Bologna….una lunga fila di portici  con sotto bellissimi negozi di abbigliamento…..non è proprio il massimo della moda europea, ma rispetto ad altre cittadine, qui sembra quasi un lusso sfrenato!
Gironzolando troviamo anche un bellissimo bar (tutto marmo e specchi) dove, alleluia! Fanno un eccezionale caffè espresso! Il ns. gruppetto ha deciso….questo sarà la ns. area di sosta attrezzata!
In effetti, nei giorni seguenti il barista è chiaramente diventato un nuovo amico!
Dopo mangiato decidiamo di affittare una carrozzella per fare il giro della città. Ci sentiamo un po’ ridicoli in quanto il calesse è estremamente ridicolo (almeno ai ns. occhi). Sembra un baldacchino, tutto pizzi e fiori finti… ci ridiamo sopra e impettiti sfidiamo il ridicolo e partiamo!
Gli unici a sentirsi fuori posto siamo proprio noi; infatti la gente del posto, ci saluta con aria d’invidia e si capisce che quello è un lusso che molti di loro non possono permettersi (15 dinari a coppia per oltre due ore). Il ns. cocchiere è molto ligio al dovere… ci scorrazza per tutta la città, all’interno di strette viuzze e sul lungomare…fino giù quasi in periferia per farci ammirare grattacieli e campi sportivi!
La sera dopo cena, ritorniamo dal ns. amico che vende quadri… Giovanna ne compra due ed io uno che raffigura un tuaregh su di un dromedario ed un tuaregh a piedi con lo sfondo del deserto e un tramonto bellissimo. Siamo soddisfatte e promettiamo di fare pubblicità al negozio portando altri amici.

21/01/2003
Questa mattina lo dedichiamo al Museo (all’interno del Castello). Peccato non si possa né fotografare, né filmare perché è splendido!
Sale bellissime sia come architettura, che come disposizione….è enorme…uno dei più bei musei che ho visitato in tutti i miei viaggi. E ne ho visti tanti!
Dopo oltre tre ore usciamo e visitiamo invece il Castello-Fortezza: qui si può filmare e fotografare, ma dopo la magnificenza dell’interno, questa visita ci lascia un po’ delusi, l’unica cosa veramente notevole è il panorama che si gode dall’alto!
Comunque tutti soddisfatti ritorniamo ai camper per il pranzo.
Dopo mangiato a me scatta una molla….e se andassimo dalla parrucchiera? Detto e fatto, in cinque signore, accompagnate dal ns. fedele poliziotto ( un po’ imbarazzato in verità) entriamo in un salone molto bello dove ci sono almeno una quindicina di lavoranti……usciamo più leggere di 10 dinari (una sciocchezza), ma belle come il sole!
Bhè, forse non è proprio così, ma sicuramente la ns. messimpiega è perfetta!
Incrociamo i ns. mariti che se ne stanno andando a zonzo… che si fa? Rientriamo nella Medina e Paolo (marito di Isabella) si dà a spese pazze acquistando decine di oggetti in rame.
La sera, il ns. capo ci informa di aver scoperto un ristorante molto simpatico e pulito…..nessuno rifiuta…..e bene facemmo, abbiamo mangiato in modo divino e speso il giusto.
Dopo tre giorni di assenza, ci raggiunge anche Agi e ci presenta sua moglie… molto carina davvero!
Domani ripartiremo e lui dice che ci accompagnerà fino alla dogana portando con sé la moglie.

22/01/2003
Ore 8.00 tutti pronti si riparte. Arriviamo a Sabrata e visitiamo il sito archeologico. E’ una bellissima giornata, ma già la malinconia ci assale… cerchiamo di scherzare, ci riusciamo anche però siamo consapevoli che la ns. avventura in terra libica è agli sgoccioli!
Seppur meno spettacolare di Leptis Magna, anche questa antica città romana è assai piacevole e meta di molti turisti (immancabili i giapponesi!)
Pranziamo nel bellissimo piazzale antistante l’ingresso degli scavi e Agi e signora sono ospiti nel mio camper….lei è molto curiosa e interessata al ns. sistema di vita…si informa su tutto…il prezzo degli affitti… il sistema scolastico….i ns. divertimenti….insomma sembra proprio intenzionata a venire in Italia. Agi ha avuto offerte interessanti come traduttore per alcune grosse aziende e sta facendo un pensierino…
Mi ha portato una bandierina libica (che avevo cercato per mari e monti). Sono commossa anche perché non credevo si sarebbe ricordato! Infatti nel mio camper ho tutte le bandierine dei Paesi che ho visitato e mi dispiaceva tantissimo non poter inserire anche quella della Libia!
Facciamo tante fotografie, una per ogni mezzo con i vari componenti… diamo fondo alle ns. ultime riserve di dolci e siamo pronti a ripartire.
Prossima tappa la dogana libica con la restituzione delle targhe…
E qui succede una cosa strana, ma non troppo!……Agi e Sadun nel salutarci sono talmente commossi che abbracciandoci, scoppiano in un pianto contagioso……
Bhè si era creato un bel rapporto, in fondo siamo stati gomito a gomito per quasi un mese, abbiamo condiviso la gioia genuina delle escursioni nel deserto (anche per loro era la prima volta!), abbiamo mangiato insieme ed insieme abbiamo condiviso i loro momenti della preghiera……ognuno con il suo Dio, ma uniti e rispettosi uni degli altri.
Io, ad un certo punto mi allontano…sono troppo scombussolata… non avrei mai creduto di emozionarmi a tal punto!
Nessuno ci crede, ma dico che voglio andare a spendere gli ultimi soldini….ritorno invece al camper per prendere un fazzoletto…sic!
Ci hanno restituito 50 dinari a camper… Francesca provvede al cambio e ad ognuno rimborsa 30 €……Lybia good bye!
Poco dopo siamo di nuovo alla dogana tunisina. Poche formalità, rimettiamo indietro di un’ora l’orologio e finalmente il cellulare è di nuovo attivo!
Informiamo a casa che siamo sulla strada del ritorno… a Bologna nevica, qui ci sono 25 gradi!

23/01/2003
Alle 7:00 un’alba splendida ci porge il benvenuto e noi ci dirigiamo verso Tunisi ripercorrendo la stessa strada dell’andata. Ci fermiamo a Kairouan per visitare la cittadina con la sua bellissima Moschea, il Mausoleo e la Medina con un simpatico souk….spioviggina….Saltiamo il pasto ma, compriamo tanti dolcetti di pasta di mandorle che sono squisiti!
Riprendiamo i mezzi ed in baleno siamo già al porto di Tunisi ( La Goulette)dopo aver attraversato quasi per intero la città… caotica a tal punto che arriviamo tutti un po’ frastornati!
Gli spazi aperti della Libia con i suoi paesini polverosi, ma vivibili, la flemma dei suoi abitanti, ci hanno disabituato al caos!

24/01/2003
La partenza è prevista alle 16,00 quindi decidiamo in 6 di spostare un solo camper e visitare la cittadina di Sidi Bou Said. Questo delizioso e pittoresco villaggio praticamente arroccato sul mare ci accoglie con tutto il suo fascino. Case bianchissime tinteggiate a calce, porte e finestre di un azzurro mare intenso, i balconi protetti da stupende grate in ferro battuto anch’esse azzurre, gli stupendi giardini… le bancarelle ed i negozi stracolmi di souvenir……chi può resistere? Altri acquisti e la certezza che anche la Tunisia potrà sicuramente essere la meta di un prossimo viaggio!
Alle 14:30 ci imbarchiamo….il mare è molto mosso… speriamo bene!
La nave è bella ed accogliente, le cabine ottime, il free shop c’è ed è ben fornito… le ultime riprese e alle 16,30 salpiamo!

25/01/2003
Questa notte con il mare forza 8 si è ballato parecchio….per fortuna io e Beppe non abbiamo avuto nessun problema… facciamo una magnifica doccia e poi ci dirigiamo verso il salone centrale per ritrovare gli amici e fare colazione.
Gli amici? Uno sparuto gruppetto di sopravissuti! Quasi tutti hanno avuto problemi e all’idea di fare colazione, sbiancano ancora di più e, a parte tre o quattro spariscono nuovamente…
In effetti rimaniamo in pochini… solo nel pomeriggio inoltrato rivedremo la compagnia al completo… un po’ acciaccati e sempre molto pallidi, però decisi a sopportare il mal comune.
In effetti il mare non accenna a calmarsi…siamo in forte ritardo…voci dicono che arriveremo alle 14, altri alle 16… nessuno ci azzecca….arriviamo al porto di Genova alle 19, dopo 27 ore!
Tra una cosa e l’altra usciamo da porto che sono già le 20,30.
Il Capo suggerisce: entriamo in autostrada e ci fermiamo a mangiare in un Grill e poi, eventualmente pernottiamo prima di rimetterci in strada?
Accettiamo tutti con entusiasmo… anche i “malandati” stanno molto meglio ora che hanno i “piedi sulla terra ferma”… chiudiamo così degnamente un viaggio che si è rivelato molto molto positivo.

26/01/2003
Le destinazioni del rientro sono diverse, chi deve ritornare al nord, chi al centro e chi al sud.
Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche… ciaoooooooooo, alla prossima!