La ville de Paris…

Nonostante i ns. molti viaggi in Francia, avevamo sempre lasciato fuori Parigi (per motivi di tempo), ma ora possiamo dedicare 7/8 giorni tutti per Lei.
L’elle maiuscola è d’obbligo per una città affascinante e coinvolgente come questa.
Totalmente diversa da altre città europee, ma molto più europea, forse, di qualsiasi altra.
La ns. partenza inizia da Bologna con sosta a Parma (a casa di una coppia d’amici) che partiranno con noi. Anzi, visto che lei è francese, saranno proprio loro a fare da “battistrada”!
Abbiamo scelto di procedere tramite la Svizzera (la vignetta è d’obbligo e costa 27 euro) Direzione: Como-Chiasso per il passo del Gottardo – N2 e come sempre il lago di Lucerna offre uno spettacolo da favola. Mulhouse, poi N6 direzione Epinal con sosta a Charmes (comoda e bellissima area di sosta attrezzata a 4 €)
Il mattino dopo si riparte: direzione Nancy (N4)-Toul-St. Dizier-Sezane-Touran e poi la lunga circonvallazione di Parigi con uscita a P.te Mayllot dove troviamo già i cartelli con l’indicazione del Camping Bois de Boulogne.
Ci sistemiamo sotto un furioso temporale, poi, ritornato il sereno ci sistemiamo meglio per cercare la posizione migliore per l’antenna satellitare.
Impresa non facile…ci sono tanti alberi!! Ma chi la dura la vince e…telegiornale e corse di F1 alla fine saranno assicurate!
Mon Dieu… ma come avranno fatto i ns. avi a sopravvivere senza poter vedere né il telegiornale o la corsa di F1?
Due parole sul campeggio: ottimo, servizi pulitissimi, personale gentile, mini market,bar,giochi ecc. Dispone di piazzole enormi con luce, acqua e catena con lucchetto il tutto a 24€ il giorno per camper e due persone.

1° giorno a Paris: d’obbligo l’acquisto del pass. per il métro (serve anche per gli autobus) per uno oppure 3 o 5 giorni è corredato di un librettino con alcuni tagliandi da usufruire per eventuali sconti per alcune visite.
Dal campeggio parte il bus 244 che arriva fino a P.te Mayllot, a fianco c’è il métro linea 1.
Scendiamo poi a Champs Elises: la Via Trionfale, che noi ovviamente percorriamo rigorosamente a piedi, ci affascina, nonostante una leggera pioggerella che ci accompagnerà per tutto il giorno.
Palazzi e strade si susseguono, intervallati da Gallerie interne. Da Place de la Concorde…il petit Palais che ospita il Museè des beaux Arts de la Ville è solo il preludio alla grandiosità del Gran Palais, dalle severe e imponenti forme neoclassiche con a fianco il Palais de la Decouverte.
Ciò che stiamo ammirando, a me crea un senso di inferiorità…è tutto così armonioso e …così grande!
Nonostante la pioggerella, continuo a scattare foto su foto…a casa, forse, rivivrò una Parigi un po’ malinconica, ma domani sono certa che ci sarà il sole ad illuminare questa splendida città.
Ora proseguiamo percorrendo Avenue des Champs Elises con i suoi “passages” (tra colonne di marmo rosa e illuminati da meravigliosi lampadari), con le sue sfarzose sale cinematografiche e splendidi alberghi e lussuosi negozi (dai prezzi..inavvicinabili!|)
Oggi difficilmente può competere con i fasti della Belle Epoque, ma l’avenue conserva intatto il suo fascino. Nel quartiere: il Theatre e il settecentesco Palazzo dell’Elyseè.
Proseguendo ancora troviamo l’Arc de Trionphe che ci ammalia con la sua bellezza (...e bravo Napoleone che ne ordinò la costruzione!).
Nel 1920 l’arco fu dedicato al Milite Ignoto. Al suo interno si trova un museo (chiuso il lunedì e festivi) e dalla terrazza è possibile ammirare un bel panorama della città.
Riprendiamo il métro e ci spostiamo al quartiere dell’Operà, con i suoi boulevards: camminare da Place de la Madelein a Richelieu-Drout, significa entrare in una dimensione in cui si respira un’aria di contrasti: ore malinconiche e ore allegre, dove la magnificenza dei palazzi si confonde con stradine strette e piene di poesia. Il Boulevard des Italiens ad esempio, dove l’appellativo “ gaudins” dato ai giovani parigini eleganti che vi passeggiavano.
Al n° 20 si trova la Maison d’Or, chiamata così per l’abbondanza di sculture e ferri battuti che decorano la facciata.
Il Boulevard Montmatre al n° 11 ha il Passage Panorama che altro non è che una scorciatoia per raggiungere il Palais Royale.
Il perfetto quadrato della porta St.Louis ricorda nei bassorilievi grandi vittorie di Luigi XIV e ancora, la statua della Repubblica trionfante in Place de la Republique.
…il soffitto è nero, le panche poco stabili e le seggiole scomode, ma il New Mornig (in rue des petites Ecries), in una vecchia sala che conteneva antiche rotatorie di un giornale, hanno suonato in alcuni periodi dell’anno i migliori gruppi di rock e musica africana.
Alcuni teatri (vere opere d’arte), piccole Chiese e molti cafè ci riportano al Parco del Louvre (sulla riva droite della Senna).Jardin des Tuilieres: il giardino si estende da place du Carousel a Place de la Concorde e con le sue grandi terrazze crea una meravigliosa prospettiva che dal Louvre si prolunga fino all’arc de Triomphe.
Statue, palazzi, giardini in parte alla francese, in parte all’inglese, boschetti di ippocastani, fontane e laghetti; stiamo facendo “il pieno” della grandiosità di Paris!
Una veloce visita a Notre Dame…siamo stanchissimi…riprendiamo il métro, poi il bus 244 e rientriamo al Camping per una doccia ristoratrice.
Dimenticavo….innumerevoli bistrò offrono “menù del giorno” a prezzi che variano da 12 a 24 euro e, ovviamente, ne abbiamo approfittato perché sì che gli occhi vogliono la loro parte, ma non si vive di sola arte!

2° giorno: Un sole splendido ci dà il buongiorno e quindi ne approfittiamo per visitare Champs-de-Mars con la torre Eiffel: € 9,20 a testa e saliamo direttamente sulla torre; che meraviglia! Parigi ai ns.piedi si rivela in tutto il suo splendore. E pensare che la sua costruzione, così ostacolata all’inizio, era destinata dopo 20 anni a scomparire come tutto quanto era stato costruito per l’Esposizione Universale! Conquistò poi il favore dei parigini diventandone il simbolo indiscusso dell’intera città.
Ridiscesi, ammiriamo la bella Ecole Militarie, fermamente voluta da madame de Pompadur che convinse Luigi XV alla sua costruzione. Si dice che utilizzò anche parte della sua fortuna personale per pagare gli operai. La fantastica scalinata, le fontane con le immense vasche, il parco curatissimo del Trocadero con le sue statue fanno da cornice all’Hotel des Invalides: destinato ai soldati e agli ufficiali che non erano più in grado di servire l’esercito per infermità o perché troppo vecchi. Fu fatto costruire da Luigi XIV e su entrambi i lati, i corpi di fabbrica sono organizzati intorno a due cortili da dove si accede a due Chiese: quella des Soldat e l’Eglise du Dome, riservata al re e alla corte (domani visiteremo tutto, ora però continuiamo a gironzolare).
Anzi, in realtà riprendiamo il métro che ci porta direttamente al villaggio “butte” di Montmatre (quasi dall’altra parte della città). Già da lontano si staglia la bianca basilica del Sacre Coeur. Una funicolare (stesso biglietto del métro) ci porta direttamente ai piedi della lunga scalinata della Chiesa frequentatissima da pellegrini, turisti e curiosi.
Lo stile di questa opera è molto discutibile, ma l’insieme di queste cupole allungate a forma di pan di zucchero, strette da un ammasso di volumi incastrati uni agli altri crea una spinta verso l’alto mai raggiunta neppure dalle cattedrali gotiche. Realizzata in pietra calcarea sembra abbia la proprietà di non trattenere la polvere e guardandola se ne ricava un’impressione quasi surreale.
La costruzione, durata quasi 40 anni, come per la torre Eifell, fu molto ostacolata e l’elenco delle frasi celebri che decantano l’orribilità del monumento è interminabile. Ma come la Torre, è uno degli altri simboli di Parigi. Il campanile ospita la campana di Savoyarde (una delle più grandi del mondo)
Facciamo poi sosta ad un tipico bistrò dove gustiamo un altro piatto parigino e poi, ancora métro e scendiamo al quartiere St. Germaine.
Per me, questa è una delle zone più belle della città: con la fontana del Visconti al centro della piazza, la Chiesa del St. Sulpice, il teatro dell’Odeon, la strada degli editori e i cafè de Flore e Deux Magots che hanno ospitato scrittori, attori e pittori famosi.
Ancora una giornata intensa, ancora forti emozioni, ancora…un mal di gambe spaventoso…in métro abbiamo percorso km, ma sicuramente a piedi ne abbiamo percorsi altrettanti!
Rientro al Camping per una…spaghettata!

3° giorno: Oggi lo dedichiamo ad alcuni musei. Anche per questa operazione è conveniente acquistare il pass. in quanto è molto conveniente. Iniziamo subito con Les Invalides: la tipica costruzione ospedaliera ospita il Museo delle Armi dove, camminare tra questa enorme quantità d’armature, sembra di marciare tra i ranghi di un esercito.Centinaia di divise militari, manifesti, pezzi d’artiglieria, sciabole, pistole, fucili ed infine uno dei reparti dedicato esclusivamente all’ultima guerra, fondato dal generale de Goulle.
Usciamo nel grande cortile dopo oltre due ore, ed entriamo in un sogno: Dome des Invalides. La ricchezza e la maestosità delle sue forme sono in netto contrasto con la severità e la sobrietà dell’architettura degli Invalides. Questa chiesa, utilizzata come cappella funeraria della famiglia reale ospita anche la cripta circolare scavata nel pavimento il sarcofago in porfido rosso che contiene le ceneri di Napoleone, arrivate da Sant’Elena nel 1840. Sfarzose cupole, nicchie, statue, finestre meravigliose rendono unica questa visita.
Il métro ci accoglie nuovamente per scaricarci con altre centinaia di persone al Louvre.
Bhè, non mi si accusi di ignoranza e di presunzione, ma se devo essere sincera… non è che mi sia piaciuto, ma non mi ha neppure entusiasmato. Troppo grande, troppo dispersivo, troppo sfarzo. In effetti, dopo aver visitato il settore dei greci-romani, degli egizi e quello dei pittori italiani con la famosa Gioconda….l’interesse maggiore era quello di riempire la pancia e di fare il punto della situazione.
Non credo siano sufficienti due giorni per visitarlo tutto, optiamo quindi di andare a La Rochelle…ritorneremo (forse) in un’altra occasione.
La Viletta, come tutti i Musei, apre alle 10, ma alle 17,30 chiude, quindi ci consoliamo ancora una volta ammirando l’Hotel de la Ville, i suoi palazzi ed uno spettacolare mercato dei fiori sul lungo Senna.
Rientriamo al Camping, doccia e un’insalatona con tonno,fagioli e cipolla.
Telefona mio figlio… ehilà, sarò nonna!

4° giorno: Ritorniamo diligentemente al centro del’Ile de la Citè per visitare la Conciengerie (ovvero le antiche prigioni) dove furono rinchiusi personaggi famosi, fino alla fine della Rivoluzione poi, a pochi metri visitiamo anche la Ste Chapelle. E’ uno scrigno monumentale, rivestita di piombo ha una guglia altissima che i depliants dicono pesa 230 tonnellate. L’interno contiene due cappelle, quella inferiore destinata al personale di servizio, quella superiore alla famiglia reale che è un’apoteosi! Le sue immense vetrate che riprendono i racconti dell’Antico Testamento e nello stesso tempo la sacralità della monarchia. Il rosone centrale risale al ‘400 ed è una delle cose più belle che ho visto in vita mia ma…accidenti…la pila della mia macchina fotografica è andata in tilt! (forse ha lavorato troppo?) Quindi mi devo accontentare di guardare, fortuna che la videocamera funziona!
Usciamo nuovamente e passeggiamo tranquillamente per la Place Dauphine (deliziosa) e Place du Parvis…rivediamo quindi Notre Dames e scopriamo sul pavimento della piazza, una placca di bronzo che indica il punto simbolico da dove si misurano le distanze delle strade nazionali.
E ancora: il Ponte Neuf, affollato di pittori e mimi. Primo ponte senza abitazioni è fornito di spiazzi semicircolari e al centro,dietro la statua di Enrico IV si trova una scala per accedere allo Square du Vert-Galant (Vert-Galant era il soprannome di Enrico IV ) dal quale si può godere di una bellissima vista sulla Senna.
Ma la ns. giornata è ancora lunga…il quartiere Latino con i suoi caratteristici bistrò ed il fantastico Pantheon, a croce greca, sormontato da un’immensa cupola e che ospita al suo interno tombe di famosi personaggi conosciuti fra i quali scrittori famosissimi come V.Hugò, Voltaire e Zolà.
Statue,dipinti,arazzi, il tutto magnificamente amalgamati fra loro.Poi i meravigliosi giardini del Luxemburg con la cupola dell’Osservatorio che si vede da tutte le angolazioni. Liquidare questo quartiere così brevemente è riduttivo, ma ancora una volta sono a corto di espressioni. Tutto è troppo bello…bisogna assolutamente vedere e provare quelle emozioni che ognuno di noi ha spesso pudore di esternare.
Si sta facendo tardi ma vogliano provare ancora un’altra esperienza. Prenderemo la linea 14 del métro solo per provare il brivido di “una treno senza conducente”. Infatti è una linea pilotata tramite computer…ci sediamo in prima fila e ci vediamo trasportati nelle viscere di Parigi ad una velocità fosse, con un po’ di apprensione, ma assolutamente certi che il pericolo maggiore non è questo, ma quello dei pedoni parigini i quali, abbiamo notato, corrono sempre, perfino sulle scale mobili!
Rientriamo al camping dopo l’ennesimo cambio di métro.

5° giorno: Oggi è dedicato a Versailles per il quale occorre prendere un biglietto a parte per il mètro.Descrivere la magnificenza di questa reggia è superiore alle mie esigue capacità letterarie. Già il cancello d’ingresso è un’opera d’arte, poi, pianta alla mano incominciamo la ns. avventura.
Come in un gioco di scatole cinesi nel Grand Appartement, le stanze si susseguono una dopo l’altra. Durante il regno di Luigi XIII non esisteva che un solo grande spazio, ma con Luigi XIV le regine entrarono in Versailles.Anna D’Austria, la regina madre, ottenne un appartamento a piano terra e Maria Teresa, l’appartamento al primo piano, simmetrico a quello del re e via di seguito. Marmi alle pareti, le volte dipinte con scene mitologiche, mentre nella Gallerie des Glaces, lunga 75 metri, si racconta la gloria di Luigi il grande. L’appartamento del Re (Luigi XIV) è grandioso!
La ns. visita continua ai giardini…statue,laghetti,prati, alberi si susseguono fino al Gran Trianon e poi ancora più avanti fino al Petit Trianon.La prima ad occuparlo fu Maria Antonietta. Nel giardino intorno al grand lac, secondo la moda dei tempi, furono progettati alcuni luoghi pittoreschi. Peccato l’assoluta mancanza di fiori, dovuta ad una serie di restauri, atti a ridonare al complesso gli antichi splendori.
La giornata è splendida, anzi fa molto caldo, ma l’ombra fornita dagli alberi secolari e prati curatissimi ci permettono di riposare un po’, attorniati da una bellezza senza eguali.
Rientriamo a Paris con i vari cambi di mètro, ancora una volta stupiti da questa multietnica città che, con i suoi 11 milioni di abitanti, non finisce mai di stupire e farsi ammirare.

6° giorno: Oggi lo dedichiamo al Museo d’Orsay: stu-pen-do! Gli impressionisti mi sono sempre piaciuti e vedere dal vivo la mia raccolta di riproduzioni (che ho a casa) mi entusiasma fino alle stelle! La struttura ricavata da una vecchia stazione è veramente pregevole, con un susseguirsi di ampie sale luminose ricolme di statue bellissime. Il museo è disposto su tre piani e la visita è piacevolissima, in un ambiente armonioso e fresco dove nulla è fuori posto. A malincuore usciamo e ritorniamo verso Le Màrais; ammiriamo i giochi d’acqua e di colori nella fontana Stravinsky, visitiamo il Museo d’arte contemporanea Pompidu, costruzione avveniristica tutta vetri e acciaio….interessante, ma nulla a vedere con il Museo d’Orsay (mi è rimasto nel cuore…ritornerò sicuramente)
E in Place des Vosges, quasi a fianco della Maison di Victor Hugo, pranziamo in un simpatico bistrò dove spendiamo meno del solito.
Rientriamo: ho consumato un paio di scarpe…morale, abbiamo camminato sì o no?

7° giorno: Sicuramente ci sono altri quartieri interessanti, sicuramente altri bei palazzi, ma Parigi è anche “il mercato delle pulci” ed è lì che andiamo. Métro N4-Clignancort (Montmatre). E’ il più grande mercato della città (visitabile sabato-domenica e lunedì).Anzi sono vari mercati dove l’atmosfera che si respira non è certamente quella del passato…ora quasi tutti i rivenditori d’antiquariato hanno realizzato magnifici negozi dai prezzi assolutamente vertiginosi, ma alcuni sono ancora dei veri brochante tipici con i loro negozietti quasi a cielo aperto dove sono esposte mercanzie di ogni genere e dove si possono acquistare pezzi di un certo livello a prezzi abbastanza accessibili. E’ comunque un’esperienza divertente e si possono fare anche simpatici incontri con personaggi che sembrano usciti da un’altra epoca.
Qui credo ci sia la Parigi più vera e popolana, quella che mi ricorda un po’ i quartieri spagnoli della ns. Napoli.
E’ una miscellanea di razze indescrivibile: neri,asiatici,spagnoli, indiani,portoghesi che, con alcune centinaia di turisti, con i loro idiomi contribuiscono a creare un’atmosfera del tutto particolare.
Mangiano un ottimo cous-cus in un bistrò gestito da un simpaticissimo giovane marocchino.Ho comunque fatto acquisti…due nuove pipe arricchiranno la mia collezione!
Riprendiamo poi il métro per portarci all’altro capo della città: al parco della Scienza e della Tecnica a La Villette: l’enorme palla trasparente che si adagia sull’acqua, riflette le ns. immagini e tutto ciò che la circonda…altra esperienza sicuramente che sarà ricordata positivamente.
Oggi è il ns. ultimo giorno e non poteva mancare la visita a Rue de Tivoli e la magnifica Place Vendome con la sua sproporzionata colonna di bronzo fatta erigere da Napoleone nel 1806 utilizzando i cannoni vinti ad Austerliz.
La piazza enorme e bellissima è da oltre un secolo la sede di famosi gioiellieri: Cartier-Boucheron e recentemente anche di Chanel. Al n° 15 l’Hotel Ritz frequentato anche Hemingway. Al n° 11 e 13 ha la sede il Ministero della Giustizia e sempre nella piazza ci sono diversi atelier tra i quali anche quello di Armani.
Percorriamo infine la strada St.Honorè dove troviamo anche la Chiesa barocca di St.Roch dove sono inumati molti personaggi famosi e, per finire, Place de la Madeleine dove spicca un monumento la cui facciata è ispirata ai templi greci.
Domani si riparte e la malinconia già mi assale; dentro di me canticchio canzoni tristi di Aznavour e della Piaf, mentre mi volto ancora una volta indietro per immortalare l’ultimo scorcio di Parigi.

8° giorno: Ci alziamo con un cielo grigio che promette pioggia. Il  mio umore si adegua, ma ripercorrendo a grandi linee la strada dell’andata, migliora notevolmente quando percorriamo il Passo du Ballons di Alsace nella zona des Vosges. Come non potrebbe?E’ un paesaggio bellissimo, le cascate si susseguono e il fiume diventa sempre più impetuoso. E’ evidente che è piovuto molto e la natura compie il suo corso.
Ci fermiamo in un’area attrezzata gratuita a Thann…comoda e a due passi dal paese.
Facciamo un giretto prima di cena; una cattedrale di enormi proporzioni ci ricorda la struttura di Notre Dame…è chiusa come tutti i negozi che alle 19.00 in punto espongono il cartello – serrè –
Incomincia  a piovere, ma siamo già in camper e nessuno ci disturba.

9° giorno: Ancora cielo plumbeo..poco dopo Basilea si scatena il finimondo ma, sul passo del Gottardo, un pallido sole fa capolino…ormai siamo a Chiasso…mon Dieu..ora capisco come Noè doveva sentirsi sull’Arca durante il diluvio universale!
Piove talmente tanto che a fatica funzionano i tergicristalli!
A casa troviamo il sole e così finisce il ns. viaggio a Paris!

Olivotto Vittoria & C.