TOUR DELLA RUSSIA e PROVINCE BALCANICHE 2007-09-18


 

Il nostro viaggio inizia il 19 giugno da Salvaterra, R.E.a Campogalliano dove imbocchiamo l’autostrada che ci porterà alle prime tappe: Mestre, Tarvisio poi in Austria a Willack. Qui dormiamo in un parcheggio molto grande, adibito alla sosta di camper e autotreni, alla periferia della città.Prossime tappe di passaggio sono Klaghenfurt, Graz, Vienna, fino a Bratislava, città gradevole che visitiamo in mezza giornata e che ci offre riparo per la notte.  Pernottiamo in un parcheggio a pagamento sul Danubio  (trattiamo il prezzo di 10 euro a camper) vicino al centro, ai piedi della fortezza. Il  viaggio continua rapidamente toccando Zilina, Katowice,  Sosnowiel, Cestochowa. Dormiamo  in un parcheggio a 10 Km da Cestokowa per poi ripartire per Varsavia.Visitiamo  il bellissimo santuario di Jasna Gora, situato su una collina, Jasna Gora. appunto, che in polacco vuol dire “Montagna di luce”. Qui è custodita l’immagine della Madonna nera,  tanto cara a Papa Woityla. Attraversare Varsavia è un po’ problematico, più ci si avvicina al centro meno indicazioni si trovano,quasi nessuno parla inglese e non è facile capirsi.  Passiamo la notte sull’autostrada N°8  in un parcheggio con distributore.  E’ necessario munirsi di sloty, la moneta locale, perché in Polonia l’euro non è ancora arrivato.23 giugno: buon compleanno Maria! si festeggia con Parampampoli serale. La giornata seguente è di trasferimento, ci accompagna il solito temporale pomeridiano, ma per compensarci la Polonia ci dà l’addio con uno splendido arcobaleno.Passiamo la frontiera tra Polonia e Lituania senza nessun problema ed arriviamo a Kaunas, seconda città  della Lituania. Dormiamo sotto le mura della fortezza in un ampio parcheggio dove ci imbattiamo nei festeggiamenti per un matrimonio. Le amiche della sposa abbastanza alticce e con vestiti molto trasparenti ci hanno chiesto di brindare con dello spumante nostro! Tuttavia  è stata una bella festa.La rapida visita di Kaunas comprende la fortezza, la cattedrale, il municipio chiamato “il cigno” per la sua torre alta e snella e una chiesa abbandonata che stanno  tentando di restaurare: era stata adibita a granaio sotto il regime comunista.  Lasciamo Kaunas con la solita pioggia  e navighiamo verso la capitale Vilnius.  Lasciamo i camper nel parcheggio di un grande supermercato, IKI, sulla circonvallazione e prendiamo un taxi per il centro.  Vilnius è chiamata, non a torto,  la città dalle mille chiese. La visita non è priva di sorprese: mentre all’esterno gareggiano in bellezza, l’interno a volte lascia a desiderare. Nella splendida chiesa gotica di San Bernardino ci accoglie un meraviglioso coro che ci fa ascoltare, udite udite, una canzone di Iva Zanicchi, “Fiume amaro” di Teodorakis. La cena in un bellissimo e lussuosissimo locale del centro è semplicemente fantastica, ancor più per il conto di ben dieci euro.  Il centro ha un grande viale pedonale elegantissimo con tanti negozi di griffe  italiane.  Torniamo ai camper con un taxi ma ci lasciamo sfuggire di essere italiani e l’autista in nostro onore si cimenta in una guida alla Nuvolari: per noi sono dolori e spaventi. Pernottiamo nel parcheggio del supermercato IKI, ma il giorno dopo scopriamo che c’è un parcheggio anche vicino al centro sulla riva del fiume Neris che si scorge dall’alto del castello di Gedimino. Lasciamo Vilnius per Rezekne, lo stato delle strade è abbastanza buono se si tolgono le ruotate dei camion.  Sosta a Trakai, 25  km da Vilnius, per visitare un castello in mezzo ad un lago: il luogo è molto turistico ma vale la visita. Il pomeriggio arriva con l’immancabile  temporale; mentre percorriamo una strada molto ombrosa, in mezzo a foreste di pini e betulle in cui sono immersi bellissimi e pescosissimi laghetti. La voglia di usare canna e lenza è molto forte. Ma il tempo è tiranno. Oltrepassata la frontiera con la Lettonia, cominciamo a vedere le prime chiese ortodosse.  Ci lasciamo subito incantare dalle cupole dorate, purtroppo il tempo stringe e decidiamo di fermarci alle prossime che incontreremo. Dormiamo a Rezekne alla stazione dei treni. Il giorno successivo trascorre con la messa a punto dei mezzi, rifornimento d’acqua, gasolio ecc. Visitiamo Rezekne, graziosa cittadina al confine con la Russia. Domani di buon’ora partenza per la frontiera Russa e poi in marcia per Melidovo e Mosca.All’alba del giorno seguente incontriamo finalmente la nostra guida che ci porta a Melidoro su una strada terribile, sembra di essere nel deserto sassoso del Marocco, i camionisti guidano come pazzi sfrecciando a 90 km/h, quando noi teniamo i 50,  sorpassando da ogni parte. La sera ci rincuoriamo un po’ cenando in un bel locale con musica dove facciamo amicizia con i ragazzi del posto .Nuova sveglia alle 5:30 e da Danehisovoa  partiamo per la capitale percorrendo ancora una  strada  dissestata,  sembra quasi che sia stata asfaltata per traverso. Mosca ci accoglie con un traffico caotico,  la città conta 14 milioni di abitanti e solo 200 mila auto, ma evidentemente sono tutte in strada. Arriviamo nel primo pomeriggio e parcheggiamo nel complesso olimpico, totalmente recintato e sorvegliato da guardie armate. Il mattino seguente Mosca ci accoglie con le sue cupole dorate, tutto ci entusiasma: le basiliche con le  candele di cera vergine sottili come stilo, la Moscova con i suoi battelli illuminati e pieni di musica. E ancora la piazza Rossa con la basilica di San Basilio,  i grandi magazzini di epoca staliniana,  la muraglia rossa che circonda il Kremlino.  Ammiriamo il museo e la piccola chiesa ortodossa.  A parer mio poche piazze trasmettono emozioni profonde come questa! Per finire visitiamo il cimitero monumentale,  dove sono sepolti Elstin, Raissa Gorbaciova, Crusiov e altri personaggi importanti. Decidiamo di pranzare in un ristorante  tradizionale Ukraino dove i cibi son abbastanza strani; basti pensare alla  zuppa di cipolle niente male. Oliviero, però, non è felice, lui odia la cipolla.

Continuiamo il giorno dopo la visita di Mosca con una guida eccezionale,  la signora Elena che fino a pochi anni fa era ingegnere informatico. Ci attende il  Kremlino con le sue basiliche dalle cupole d’oro che risplendono al sole e si vedono da molti km di distanza, il museo in casa del Pope e una bella  raccolta di icone antiche, diventate ormai rarissime. Tutto l’insieme del Kremlino è circondato da bellissimi palazzi gialli e bianchi che, ironia della sorte sono i colori del vaticano. Solo uno è un obbrobrio vero e proprio ed è il palazzo dei congressi voluto da Krushov negli anni settanta, che non ci azzecca niente con il  contesto.  Il pomeriggio,  per la gioia di grandi e piccini, tutti al  circo di Mosca.  Al rientro ci godiamo un giro nella più bella metropolitana del mondo, poi, stanchissimi, ma felici, tutti a letto. Domenica 1 luglio è la giornata libera per l’ ultima  visita  individuale a Mosca, ma prima è doverosa una grande pulizia ai mezzi e poi una bella passeggiata fino al centro. Visitiamo la basilica di S. Nicola,  splendida e imponente, lungo la strada ammiriamo piccole chiese, alcune di grande bellezza.  Ultima sosta dissetante  prolungata e godereccia in un bar nella Piazza Rossa per un tè e una birra godendo immensamente dello splendore della Basilica di San Basilio illuminata dal sole del tramonto. Credete, poche cose al mondo sono così belle!  Poco a poco la luce cala e verso  le undici di sera vediamo illuminarsi tutta la piazza.  Le cupole d’oro del Kremlino  risplendono  luminose.  Un senso di ammirazione ed emozione ti prende la gola e quasi ti toglie la parola.

Con grande rimpianto lasciamo Mosca in direzione di Vladimir, dove sostiamo per il pranzo e visitiamo le due chiese ortodosse.   Nel pomeriggio, sopportando il traffico di autisti russi indisciplinati arriviamo a Suzdal,  elegante centro turistico.  Qui le chiese si sprecano.  Ce ne sono tantissime e ne troviamo una con le cupole non dorate,  ma  bleu con le stelline d’oro.  Gustiamo un ‘ottima cena in  ristorante  tipico.

Il percorso successivo, da Suzdal a Kostroma Yaroslavl è assai problematico  per la strada dissestata.  Si viaggia ai cinquanta  all’ora, però per il prossimo anno è prevista una superstrada.  Arrivo a Kostroma, la città con il più grande mercato di tutta la zona e noi ne approfittiamo per rifornire la cambusa,  ormai scarsa.  Si compra bene anche il lino.  Pranzo veloce e via, direzione Yaroslavl  dove arriviamo in un parcheggio in centro città. La pioggia  ci fa compagnia  tutta la  notte  e ci  addormentiamo con la consapevolezza che domani ci aspettano altre meraviglie.Yaroslavl  è la più grande città del  anello d’oro, ottocentomila abitanti. E’ importante per la cattedrale di Sant’Elia, dove venivano in pellegrinaggio anche gli Zar. La cattedrale,  infatti, ha due troni di legno dorato, uno per lo Zar e uno per la Zarina. E’ grandiosa, con una leggera decorazione barocca dorata a tralci di vite e grappoli d’uva.  L’iconostasi  è una delle più complete e belle che esistono in Russia. Ci imbattiamo in un mercato coperto con frutta, verdura  e montagne di  frutta disidratata che è una gioia  per gli occhi ed il palato.  La sera,  dopo una breve crociera sul Volga ceniamo in un piccolo, delizioso ristorantino. La città nel 2010 festeggerà il millesimo anniversario.  Prossime tappe Yaroslavl – Rostov - Sergei Posad.  Partenza alle otto  per Rostov, visita al Kremlino, uno dei più belli di tutta la Russia, dove vengono girati la maggior parte dei film storici sugli Zar. Arrivo a Pereslav ed escursione in bus in centro e visita al monastero Goritski dove vediamo tre incantevoli chiese ed un interessante museo di icone. Passiamo poi al monastero di Nikolski di recente restaurato che fornisce uno spaccato raro  e genuino  della vita monastica al femminile. Per la notte sostiamo a Sergei Posad in un parcheggio appena fuori dal centro, quasi sotto le mura del Kremlino  che visiteremo il giorno seguente.Ci alziamo per recarci al monastero che, col suo antico Kremlino, è uno dei più visitati della Russia. E’ un complesso con un bel barocco misto a liberty, che crea un effetto simile al pizzo.  Le spoglie di San Sergio sono venerate in un sepolcro dorato con centinaia di  candeline, in una Basilica in penombra.  Questo crea un effetto intimo e suggestivo.  I  russi sono molto religiosi, ma anche molto severi.  Abbiamo visto cacciare dalla chiesa in malo modo una mamma perché il bambino piangeva. Trascorriamo la notte in un piazzale per camionisti dove, con tre  euro e cinquanta, abbiamo gustato squisiti spiedini con cipolla e pomodoro. Altri duecento km ci separano da Novogorod. L’ acqua a  catinelle ci impedisce di godere appieno del suo  bel Kremlino.  Nella Basilica di Santa Sofia entriamo con la funzione religiosa in corso. Piano piano, per non disturbare assistiamo alla messa e con grande gioia possiamo godere di un coro meraviglioso, commossi da tanta devozione.  Dopo il sacro arriva il profano. Cena in uno splendido ambiente ricavato in una torre del Kremlino,  tipicamente russa, dove gustiamo una specie di stufato raffinato con panna acida  abbrustolita sopra, tanti tipi di carne e l’ immancabile  cipolla per la gioia di Oliviero.  Visitiamo un villaggio di case e chiese vecchissime, dal  XIV  al XIX secolo  con spaccati di vita contadina vissuti nel gelido e difficile inverno russo .La mattinata seguente è dedicata alla visita del palazzo di  Caterina La Grande.  Il  complesso si presenta luminoso sotto un sole caldissimo.  E’ curioso come il sole,  quando esce scaldi molto più che in Africa. Il palazzo, con i suoi 350 m di larghezza  ha la facciata più lunga del mondo Al suo interno si trova la famosa camera d’ambra. Lo stile barocco e rococò di questa  immensa dimora lasciano letteralmente senza fiato.  Dopo Mosca è la cosa più bella che abbiamo visto fin’ora. In serata partenza per San-Pietroburgo, dove parcheggiamo in un centro sportivo, con acqua e docce.  Al mattino è prevista la visita alla Fortezza  dei S.S. Pietro e Paolo  con splendidi ori e preziose iconostasi, mentre il pomeriggio è dedicato all’escursione in battello sul  fiume Neva, ammirando i bei palazzi del settecento e dell’ottocento che si affacciano sulle rive. La sera gran baldoria di compleanni e anniversari, gnocco fritto per tutti,  Maria ci delizia con il Parampampoli e, per finire, una carambola di barzellette e risate.

Il giorno successivo continua la visita a San-Pietroburgo.  Per descrivere questa città ci vorrebbe un  romanzo intero,  ma lo spazio scarseggia  e mi limiterò a descrivere l’atmosfera affascinante delle notti bianche.  A mezzanotte puoi  leggere il giornale senza luce elettrica e verso le due di mattina cominciano a tingersi di rosa le nuvole ed è già l’alba. E’ una sensazione indescrivibile. Continuiamo a percorrere le grandi  strade ammirando palazzi, monumenti e  chiese.  Un  pensiero a parte  merita la chiesa del Sangue Versato,  fatta quasi su copia di San Basilio. Qui gli aggettivi  si sprecano. I tetti sono a mosaico in oro e smalti, le pareti con i Santi e Angeli  sempre in mosaico  d’oro. Ma la cosa più bella in assoluto è sicuramente l’ Ermitage,  il museo più grande e famoso al mondo dove finalmente abbiamo potuto ammirare la famosa “Madonna del cardellino” di Leonardo. E’ stata una emozione senza fine. La giornata successiva trascorre tranquilla ed è dedicata alla toilette delle signore. La sera, serata di gala con cena e spettacolo  di ballerini russi  e  cosacchi  in un locale del centro.  A seguire “Bay Night”  con vista mozzafiato su monumenti,  ponti e palazzi totalmente illuminati.  Poi alla una e trenta l’apertura dei ponti sulla Neva. Uno spettacolo da non perdere, grazie anche al fiume pieno di battelli illuminati. La mattinata seguente è dedicata al relax  dopo le ore piccole della notte. Il pomeriggio decidiamo di fare un giro per la città per rivedere le cose che più  ci hanno affascinato. Visitiamo l’interno della cattedrale  del Sangue Versato, sontuosa e piena di mosaici dorati, altari in rodonite, malachite e diaspro. Vale tutti i trecento rubli  per l’ingresso. (33 euro  a coppia) Il nostro ultimo giorno a San Pietroburgo è dedicato di nuovo all’Ermitage,  un museo che vale sempre la pena rivedere. Abbiamo rivisto i grandi pittori Italiani, Fiamminghi, Spagnoli, Francesi in pace e tranquillità: ce li siamo goduti veramente molto. Lasciamo la Russia con qualche rimpianto, ma  abbiamo grandi attese per l’Estonia.Passiamo la frontiera con poche formalità e via, verso Tallin, città bella ed elegante che ricorda quasi i  paesini bavaresi.  I tetti aguzzi,  la cinta muraria, le sue chiese e i suoi mercatini ci conquistano,  ma a guastare la bella giornata arriva la notizia che un camper italiano è stato “visitato” e derubato. Torniamo di corsa verso i nostri che, per fortuna, sono intatti.Lasciamo  Tallin  e cominciamo a scendere lungo  il Baltico in cerca di un posto per cominciare a pescare.  Purtroppo la costa  in quel tratto di mare è bassa e non è possibile pescare,  La bellezza di questi paesaggi però  è tale da far dimenticare tutto e goderceli. Dormiamo accanto a spiagge selvagge, incantevoli, che ci regalano tramonti da sogno . All’improvviso vediamo venire verso di noi dal mare una famiglia  di cigni.  Sono due adulti e tre piccoli.  Incedono maestosi e bellissimi e mangiano il nostro pane come fossimo amici di lunga data.  Incontriamo un ragazzo che aveva pescato sarde e rombi.  Senza pensarci due volte li compriamo per la modica cifra di dieci euro e ci facciamo una scorpacciata di sarde fritte e rombi alla griglia.  Mentre puliamo il pesce, a sorpresa, altri due cigni  vengono vicinissimi a farci compagnia.  Attraversiamo senza problemi la frontiera con la Lettonia dove troviamo un parcheggio sulla spiaggia e ci facciamo una gnoccata coi fiocchi.  D’altronde con due coppie reggiane, Maria ed Oliviero, Giuseppina e Rino e una coppia di  Imola,  Maria e Bruno, non poteva essere diversamente.  Il tramonto verso le dieci ci lascia senza parole.  Il cielo diventa  rosso incandescente ed incendia il mare come se fosse fuoco. Poi sfuma nel giallo arancio e nel viola. Dormiamo sognando Riga che ci aspetta domani. Ci sveglia un vento gelido  e impetuoso, il mare è sconvolto e noi ci  affrettiamo a partire per la capitale della Lettonia, che a prima vista ci sembra una città cartolina.  Girando per le sue stradine pedonali ammiriamo la cattedrale  Ortodossa,  più  bella  all’ esterno che all’interno. Il  Duomo Luterano, con annesso chiosco con reperti romani e una moltitudine di atre chiese di tante religioni. Riga ha  giardini e parchi pieni di fiori, disposti con una fantasia di disegni e colori da far invidia al migliore dei pittori impresionisti. Le vie sono pulitissime e i bar all’aperto innumerevoli. Le case sono una più bella dell’altra.  Passeggiare per Riga, che è sicuramente la più bella delle capitali Baltiche, è veramente una gioia per gli occhi. La mattina seguente è prevista la visita del più grande mercato europeo. Gli uomini si sono armati di grande pazienza e ci seguono senza più brontolare. I capannoni del mercato sono cinque hangar dei vecchi  Zeppelin  montati negli anni trenta del  novecento e ognuno  ha una merce sola.  C è quello della carne, soprassediamo su  cosa abbiamo visto,  del pane e dei dolci, dei latticini e del pesce con meravigliosi salmoni. Al pomeriggio relax,  pinnacolo, doccia,  e via. Domattina si parte per altri lidi e altre spiagge. Il 21 Luglio siamo a Leipaia e Nida, un istmo che si  allunga di fronte alla Lettonia.  Troviamo un parcheggio sul mare e ci restiamo quattro giorni. Come al solito, le spiagge, il mare ed il sole caldo ci invogliano al relax. Finalmente un  po’  di riposo dopo tanto camminare.  Vediamo anche le dune, abbastanza alte e dai  colori solari.  E’ piacevole lasciarsi scivolare con il sedere per terra e  tornare bambini. Dopo il meritato riposo ripartiamo circumnavigando la piccola Russia e siamo in Polonia.  Come al solito nessun  problema in frontiera.  Prima tappa polacca è il castello di Malbork cittadina fortificata, sullo stile di Carcassonne,  con un immenso castello da non perdere assolutamente, poi via per Danzica,  splendida città sul mare del nord. Se le tre capitali Baltiche si visitano in un giorno, per Danzica ne servono almeno tre. Non si può dire che è bella, perché è molto di più. Gli stili si confondono, dal Rococò al Barocco nordico, al Gotico.  Tutti armoniosamente amalgamati.  Da non perdere la piazza Ulugi-Targ e la via Deuga, tutto è imperdibile. Vi si trovano saltimbanchi,  giocolieri, musicisti e ogni delicatezza gastronomica. Ho mangiato un panino lungo mezzo metro con dentro di tutto, esclusa la polvere da sparo Il mercatino delle pulci copriva tutti gli spazi liberi della città. Da non dimenticare la storia  del movimento di Solidarnosh, nata in una chiesa in clandestinità, e i monumenti ai suoi caduti. Qui abbiamo persino visto la nave che  con un colpo di cannone, diede inizio alla seconda guerra mondiale.

29 Luglio, è arrivato il momento della ritorno verso casa. Come tutte le cose belle anche questo viaggio volge al termine,figli e nipoti ci chiamano a raccolta e dobbiamo tornare. Non prima però di aver visto le dune di Leba, graziosa cittadina di villeggiatura stile Rimini, sul mar Baltico. Poi prendiamo l’autostrada per Berlino. Rimane il tempo per una sosta in Baviera, a Fussen,  per uno sguardo al castello di Re Ludwig II, per intenderci il castello di  Biancaneve. Bello, ma con una fila per entrare incredibile. Rivediamo con gioia le nostre Alpi e  via  Innsbruk si torna a casa. Grazie a tutti gli amici di viaggio.  La prossimo avventura sarà sicuramente ancora più bella.

Maria  Oliviero Ravazzini